In una nota congiunta, diffusa ieri al termine del vertice di coalizione svoltosi a Palazzo Grazioli, i leader del centrodestra hanno chiesto al Parlamento di rieleggere Carlo Azeglio Ciampi. Questo il passaggio del comunicato, relativo alla nomina del nuovo capo dello Stato: ”La Casa delle Libertà fa appello al Parlamento ed ai rappresentanti delle regioni perché interpretino il corale sentimento degli italiani e, al di la’ e al di sopra di ogni possibile convenienza di parte, rieleggano Carlo Azeglio Ciampi che in questi sette anni ha rappresentato un solido punto di riferimento morale e istituzionale di tutta la nazione”. Nello stesso testo si chiede di posticipare la formazione del nuovo governo fino al momento in cui non sarà eletto il nuovo presidente della Repubblica. ”La Casa delle libertà ribadisce l’opinione più volte espressa sul percorso istituzionale che ha portato all’indizione delle elezioni politiche il 9 e 10 aprile scorsi che prevedeva le dimissioni del governo, l’elezione del Capo dello Stato e l’insediamento successivo del nuovo governo”.
Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi attende che le Camere completino la costituzione dei propri organi interni, cosa che dovrebbe accadere entro oggi. Dopodiché il presidente del Senato Marini e il presidente della Camera Bertinotti riferiranno a Ciampi se è praticabile la ‘finestra’ 4-12 maggio per insediare il nuovo governo.
Le Camere si devono costituire in seggio elettorale per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica entro 15 giorni dall’insediamento delle nuove Camere, quindi non più tardi del 13 maggio. A questo punto il Parlamento procede in seduta comune fino all’elezione del successore di Ciampi. Può avvenire in tempi rapidissimi, o possono sorgere complicazioni con scrutini a ripetizione. “Il premier è andato al Quirinale come era nella procedura e adesso tocca a noi fare il governo nei tempi che saranno dettati dal presidente della Repubblica”. Questo è stato il commento del leader del centrosinistra che ha proseguito il giro di incontri con quelli che saranno i più importanti esponenti del futuro esecutivo. Dopo aver annunciato di essere pronto per andare a palazzo Chigi già dal 5 maggio, Prodi è apparso in avvio di settimana più prudente nell’indicazione di una data: «Io non ho alcuna data da dettare al presidente della Repubblica - ha spiegato ai cronisti - ma non posso essere impreparato il giorno che lui deciderà. Se mi viene dato l’incarico presto - ha precisato - devo avere la lista in tasca. Se mi viene dato più tardi la tengo comunque in tasca qualche giorno in più». A chi gli ha chiesto se la lista di governo fosse già ultimata, il Professore ha quindi risposto che «non è affatto ultimata e ci vuole qualche giorno. C’è molto da discutere queste cose vanno programmate con calma e serenità – ha aggiunto - la lista deve essere pronta presto e poi può essere tenuta in tasca qualche giorno in più». La composizione finale della squadra è legata ormai alla elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Se infatti Ciampi decidesse di non conferire l’incarico prima della scadenza del suo mandato l’Unione dovrebbe immediatamente proporre una rosa di nomi per il Quirinale da sottoporre all’opposizione che sembra essersi compattata nel respingere una candidatura di sinistra come quella di Massimo D’Alema. Starebbe allora alla maggioranza scegliere se eleggere da sola il prossimo Capo dello Stato. Dal canto suo il presidente Ds, a chi gli chiedeva un’opinione sui tempi per l’incarico al nuovo governo, ha confermato quanto già detto da Prodi: «Spetta al Capo dello Stato indicare una data. Domani il presidente della Repubblica ascolterà Marini e Bertinotti, intanto Prodi sta continuando le consultazioni con i partiti per predisporre la squadra di governo. Il nostro compito è quello di essere pronti e sostanzialmente lo siamo».