
Guadagna quasi l’1% in apertura di seduta il colosso italo-argentino Tenaris. La regina mondiale dei tubi per gas e petrolio, quotata a New York, Buenos Aires e in Messico, oltre che in Italia, ha pubblicato oggi i dati del primo trimestre dell’anno. Risultati molto positivi con ricavi cresciuti del 23% sul primo trimestre 2005 a quota 1783,2 milioni di dollari. Anche l’utile del periodo è cresciuto a 441,7 milioni di euro con una crescita del 48% rispetto ai dati dei primi tre mesi del 2005. Nel corso del primo trimestre del 2006, la posizione finanziaria netta di Tenaris è diventata positiva per di 239,7 milioni di dollari. A dicembre 2005 il gruppo aveva invece registrato un indebitamento netto di 183 milioni di dollari.
Sono i tubi senza saldature high end la vera risorsa per Tenaris. La loro richiesta è in crescita grazie ai prezzi esplosivi del greggio.
Le zone più calde per Tenaris sono state quelle del Medio Oriente e dell’Asia. In particolare in Arabia Saudita l’aumento delle attività di perforazione ha permesso un aumento dei ricavi. Più difficile la situazione in America. Nel Nord America il problema viene dal Messico dove la riduzione delle attività di perforazione ha danneggiato i risultati del gruppo. In Brasile e in Argentina Tenaris ha risentito del blocco di alcuni progetti riguardanti dei gasdotti. Quest’ultimo fattore ha anche influito sulle vendite di tubi saldati ridottesi globalmente del 40%.Nessuna novità invece su un progetto del quale si era discusso molto a piazza Affari alla fine di aprile ovvero la fusione con Socotherm. Le speculazioni su una possibile manovra di take over avevano spinto i titoli coinvolti al rialzo, ma l’assetto azionario di Socotherm, posseduta al 60% dalla famiglia dell’amministratore delegato Zeno Soave, e le smentite delle due società avevano raffreddato alla fine le speculazioni. D’altro canto, con i prezzi dell’oro nero in costante rialzo, sia Tenaris che Socotherm non hanno alcun problema nel produrre utili.