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Bipiemme-Bpi, nozze in vista fra le popolari?

Pubblicato: 08 mag 2006 da Ferry Boat

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Eppur si muove. Sembra che finalmente qualcuno abbia raccolto il consiglio di Draghi e sia intenzionato a promuovere un’aggregazione nel frazionato mondo delle banche popolari italiane. Forse in questa direzione hanno spinto anche i moniti dell’Unione europea che i questi giorni sta monitorando il mondo delle piccole banche italiane.

Ma l’uomo che ha dato l’ultimo scossone è Roberto Mazzotta, il presidente della Banca Popolare di Milano, che ha detto di essere pronto a una fusione che faccia crescere la sua banca e la ripari dai grossi predatori.

Subito gli osservatori si sono messi a fare i conti e hanno buttato sul piatto due ipotesi subito smentite: Banche Popolari Unite e Banca Popolare di Verona e di Novara. Troppo grandi per un matrimonio conveniente, Bipiemme ha subito smentito l’intenzione di progetti di fusione con le due popolari. Sul tavolo è però rimasta un’ipotesi più realistica: Banca Popolare Italiana.

Sì proprio la corteggiata dell’estate scorsa, la ex lodigiana guidata oggi da Divo Gronchi. Dopo i terremoti più o meno recenti la Banca Popolare Italiana tratta a valutazioni da saldo (1,2 volte il multiplo P/Book value secondo i calcoli di MF) e potrebbe essere nelle intenzioni di Mazzotta l’idea di creare un grande polo bancario assicurativo che si giovi anche dell’aiuto di Fondiaria Sai, attuale partner di riferimento della Popolare di Milano.

In apertura di seduta oggi il mercato sembra premiare le intenzioni di Mazzotta e regala al titolo un guadagno dell’1,37%. In territorio positivo anche le quotazioni della Banca Popolare italiana che segna un rialzo sul listino milanese dell’1,16%. Bisogna però rilevare che tutto il comparto bancario oggi si è svegliato all’insegna del Toro.

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1 commento

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  • Antonio

    12 mag 2006 - 19:35 - #1
    0 punti
    Up Down

    E’ online la petizione per far approvare immediatamente la CLASS ACTION.

    Firmate questa petizione per combatteri i soprusi e/o le truffe perpretate dalle grandi aziende (banche, società petrolifere, case farmaceutiche, ecc..) a danno di noi cittadini.

    Supportiamola tutti

    http://www.petitiononline.com/cait2006/petition.html

    Saluti
    Antonio