
Ottimismo in casa Morgan Stanley. La banca d’affari americana ha alzato i target price di Banca Popolare di Verona a 26 euro dai precedenti 24,1. Buone prospettive secondo Morgan Stanley anche per Banca Intesa il cui prezzo obiettivo è salito a 5,7 euro (contro i 5,4 di prima). Su anche i target price di San Paolo, che guadagna quasi tre euro e si porta a un prezzo obiettivo di 14,4, e di Fideuram che si porta a un target price di 4,65 euro.
A dire il vero le banche di cui sopra sono chiacchierate da tempo per diversi motivi e, si sa, i rumors in borsa spesso valgono anche di più delle notizie. Evidenziamo però in proposito l’editoriale di oggi del Financial Times sulla stessa Morgan Stanley. Il bel pezzo di Grant Clelland scherza sul fatto che per la prima volta dopo anni Stephen Roach, capo economista della banca d’affari americana, ha fornito buone prospettive per l’economia mondiale. Chissà che quest’ottimismo non abbia influito anche sulle buone nuove per l’Italia?
Certo non riusciamo a nascondere un certa diffidenza per gli annunci in grande stile delle banche d’affari e per chi trova il coraggio di dire: la storia va così. Quasi sempre a chi infila troppe ipotesi in un discorso sfugge un dettaglio importantissimo. E poi diciamocelo: prezzi del petrolio alle stelle, economie emergenti scatenate che minacciano la struttura produttiva dell’Occidente, un riassestamento economico e geopolitico che va dal Medio Oriente al Sud America e una corsa ai beni rifugio come l’oro e altre commodities sono tutti fattori non proprio incoraggianti per chi voglia vedere un roseo futuro per l’economia globale…