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Pollice verso dell'Europa sui nostri conti

Pubblicato: 08 mag 2006 da Ferry Boat

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Un’altra bacchettata dall’Europa al Belpaese. Purtroppo ci siamo abituati, ormai. I rimproveri vengono dalle cosiddette “stime di primavera” diffuse oggi a Bruxelles dalla Commissione.

La stagnazione del Pil, che si prevede raggiunga un timido 1,3% nel 2006, indicherebbe “la debolezza strutturale dell’economia italiana in un periodo di ripresa globale”. Il documento della Commissione mette anche in guardia il sistema Italia dallo sforamento dei parametri di Maastricht: le stime su un rapporto deficit-Pil al 4,1% nel 2006 non rispettano il percorso di rientro nei tre punti percentuali previsto per la fine del 2007. Sotto accusa anche il Debito Pubblico, che ha raggiunto il 106,4% del Prodotto interno lordo nel 2005. Resta la magra consolazione di poter dire che non siamo i soli, fra le Grandi dell’Ue, a non rispettare i dictat europei.

Il rapporto della Commissione evidenzia mali noti della nostra economia come la carenza di riforme strutturali e la eccessiva dipendenza delle nostre performance economiche da manovre una tantum.

I problemi di competitività delle nostre imprese rappresentano un capitolo a parte. La bilancia commerciale registra un incremento degli ordini, è vero, ma i Paesi ai quali vendiamo hanno comunque registrato una crescita proporzionale maggiore rispetto a quella del nostro export verso di loro. In parole povere, se si continua così, perderemo quote di mercato.

Tirando le somme: sembra che per la nostra economia si prospetti una primavera un po’ grigia. Forse è il caso di prendere l’ombrello…

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