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Autostrade, le paure di Impregilo e i no della politica

Pubblicato: 09 mag 2006 da Ferry Boat

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La prevista fusione Abertis-Autostrade, che porterà la società dei Benetton a Barcellona, continua a far discutere manager e politici. Un articolo di oggi sul quotidiano La Repubblica evidenzia che gli investimenti del gruppo nelle infrastrutture erano già in grande ritardo a fine 2005.

Luigi Cappugi, autore dell’articolo e membro della commissione incaricata dall’Anas di far luce sulla vicenda, ha chiarito che se, “anche con un miracolo”, la società avesse realizzato tutti gli investimenti previsti, ci sarebbe stato un peggioramento notevole della situazione finanziaria e probabili riflessi sul rating del gruppo.

Intanto sulle colonne di MF, il quotidiano finanziario del gruppo Class, Laura Galvagni ha rilevato un’inversione di prospettiva sulla posizione di Impregilo nell’operazione. Dopo che nei giorni scorsi Gilberto Benetton aveva dichiarato di vedere dei vantaggi per Impregilo dalle nozze spagnole di Autostrade, la stessa Impregilo, fatti quattro conti in tasca, ha stabilito che non ci sta.

Il problema si chiama Dragados, un colosso delle costruzioni che potrebbe, tramite l’operazione di fusione, guadagnare un’influenza diretta sulla società italiana. Autostrade possiede infatti il 20% di Igli che, col 15,5% del capitale di Impregilo, ne rappresenta l’azionista di maggioranza relativa. Il pericolo è insomma concreto. L’operazione potrebbe anche mettere a rischio i chiacchierati progetti di fusione con Astaldi.

La politica continua intanto ad interrogarsi su un’operazione che molti leggono come una fuga in una fase di transizione verso il nuovo Esecutivo. Di questo sono convinti anche gli ex-ministri Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco che hanno criticato la velocità di manovra e consigliato di attendere l’insediamento del nuovo Governo. “Ci deve essere una possibilità di confronto su questo argomento”, ha commentato Visco. Oliviero Diliberto del Pdci si è spinto a dire che “ci sono tutti gli estremi per revocare la concessione”.

Intanto in Autostrade il direttore generale Giovanni Castellucci, prossimo amministratore delegato della società al posto di Vito Gamberale, ha voluto ridimensionare le cifre dell’Authority affermando che i ritardi negli investimenti sarebbero per totali 2 miliardi invece che per 4, come aveva detto l’Autorità in precedenza. Comunque appare certo che le prossime battaglie su Autostrade non si combatteranno solo sulle cifre. Anche se su queste preferiremmo maggiore chiarezza.

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