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Hopa-Telecom, un tira e molla da 650 milioni

Pubblicato: 12 mag 2006 da Ferry Boat

Commenti dei lettori

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Un tira e molla indecoroso. Da un lato Hopa: “È ovvio che i 650 milioni offerti non ci bastano”. Dall’altro Marco Tronchetti Provera: “I patti sono molto chiari e vanno rispettati”. Si è consumato così lo scontro ieri fra i bresciani e il patron di Telecom.

Il prezzo è quello che Hopa dovrà pagare per il divorzio da Olimpia, la holding che controlla Telecom con una quota del 18%. La finanziaria prima guidata da Chicco Gnutti, Hopa appunto, ha a sua volta in pancia un 16% circa di Olimpia. Ora vuole (o deve?) liberarsene e nel farlo vuole fare più soldi possibile.

Che non sarebbe stata una trattativa facile era stato chiaro a tutti da tempo, ma ora, dopo che Tronchetti Provera ha fatto la sua offerta da 650 milioni e ha aggiunto che spera di liquidare la quota entro fine mese, la vicenda si sta riscaldando. C’è persino il rischio che si arrivi all’arbitrato.

Il contratto che lega i bresciani di Hopa ad Olimpia risale all’8 maggio 2003, le date in questa storia sono molto importanti, e prevede che entro il trentaseiesimo mese successivo a quel giorno, Hopa possa vendere a Olimpia la sua quota nella stessa Olimpia. Ma a che prezzo?

Qui cascano i 650 milioni offerti a Hopa da Marco Tronchetti Provera per quel 16% di Olimpia che corrisponde a un 2,88% circa di Telecom Italia. Infatti il nodo è proprio Telecom perché il contratto prevede che chi vende paghi i debiti corrispondenti e intaschi per la quota il prezzo corrente di borsa del suo valore. Ma che significa corrente? Secondo Tronchetti significa il 31 maggio prossimo. Secondo Hopa il patto non è chiaro e si potrebbe decidere che il prezzo corrente è la media dell’ultima settimana, dell’ultimo mese o dell’ultimo anno…

Al cambiare delle quotazioni di Telecom, (che sono in calo da un po’) cambia quindi la cifra che Olimpia (leggi Tronchetti Provera) dovrà versare. Va considerato, inoltre, che sono circa 520 milioni i debiti pro-quota che i bresciani dovranno pagare, ma è previsto anche un premio da 208 milioni. Il Giornale, in un articolo di oggi dedicato all’argomento, ha calcolato che, valendo circa 870 milioni alla chiusura di borsa di ieri quel 2,88% di Telecom che Hopa possiede tramite Olimpia, i bresciani potrebbero prendere anche meno di quei 650 milioni: esattamente circa 550.

La partita insomma si complica e crea anche un paradosso non troppo nuovo alle vicende societarie. Finché non viene chiuso l’affare, Tronchetti ha tutto l’interesse che la sua società vada male in borsa! Certo di certezze non ce n’è, anche perché Hopa possiede anche una quota diretta di Telecom che equivale a circa 3,36% ma che è in parte della stessa Olimpia: una partita parallela nella quale però, questa volta, decidono più i bresciani che il marito di Afef.

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • rightrevolution

    12 mag 2006 - 12:27 - #1
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    Se Gnutti fosse ancora in circolazione, ci pensava lui a “concertare” un bel rialzo di telecom ….

  • mohamed

    13 mag 2006 - 09:43 - #2
    0 punti
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    che ci di male esser il marito di AFEF ansy il grande AFEF il piu bella il piu bouna il piu coragiosa il piu generosa in somma la prima classe in tutti settore boune in tutto il mondo in tutta la storia e tutti tempi……………………per favore fattemi contattare con lie perche lie il uneca che a il coragio di aiutarmi in mia cusa injusta che avuta qua in vostra paiesa benedetta italia che purtrobo sono in amorato di italia e non ho volia di andarcine de qua ……con un btutto recordo psr tutta la vita …………………..anhe nella vita interna