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Eni fiacca nonostante il bilancio. Colpa del grafico?

Pubblicato: 12 mag 2006 da Ferry Boat

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Stamattina, mentre in Nigeria Vito Macrini tornava al campo Eni dopo il rapimento lampo delle ultime ore, Eni stessa pubblicava i dati del bilancio trimestrale che segnavano una crescita dell’utile netto del 22%. Due buone notizie, insomma, anche se non hanno scaldato il titolo che in tarda mattinata viaggiava con un ribasso superiore al punto percentuale. Come mai?

Probabilmente queste luci proiettano diverse ombre sul futuro. In primis sulla stabilità degli impianti Eni in Nigeria: ricordiamo che in quella nazione è stato ucciso l’altro ieri un impiegato amministrativo di una compagnia petrolifera americana e che la Shell è praticamente in fuga da un territorio sempre meno gestibile nonostante il suo valore in petrodollari. Siamo sicuri che non debba gettare la spugna anche Eni?

I dati del bilancio sono stati buoni: gli utili hanno raggiunto i 2,97 miliardi di euro; anche la produzione di idrocarburi e le vendite di gas naturale hanno segnato un incremento del 7%.

“Eni ha ulteriormente migliorato i propri risultati operativi e finanziari - ha commentato l’amministratore delegato del gruppo Paolo Scaroni - cogliendo al meglio l’opportunità offerta dalle elevate quotazioni del greggio. Sono state poste le premesse per un nuovo anno di crescita e di eccellenti risultati finanziari”.

I risultati di Eni sono stati ottenuti in un contesto di rialzo del Brent del 30% e di apprezzamento del dollaro dell’8,3% rispetto all’euro. L’utile operativo a valori correnti è di 5.501 milioni di euro (esclude l’utile di magazzino di 94 milioni) ed è cresciuto del 29,3% rispetto al primo trimestre 2005. In generale i ricavi della gestione caratteristica hanno raggiunto i 23,58 miliardi circa (+35,2% rispetto al 31 marzo 2005. Si è ridotto l’indebitamento finanziario netto del gruppo ed ora ammonta a 6,291 miliardi. Insomma sembrerebbe, a un rapido sguardo, che tutto vada bene.

Quello che realmente preoccupa di questo titolo è invece il grafico. Dopo i top storici di 25.19 euro segnati ad aprile, Eni ha avviato una fase di consolidamento che ha disegnato il suo punto più basso a 22.9 circa. Con il deciso superamento dei citati massimi, le quotazioni raggiungerebbero i target in area 27 euro. Al cedimento di 23.75/23.8, invece, il grafico potrebbe dirigersi verso la base del doppio minimo di marzo a 22.9. Il supporto di 23.75/23.8 è già stato violato oggi, ma bisogna aspettare la conferma dalla chiusura di stasera. Quindi c’è da aspettarsi probabilmente una fase di ribasso di cui potrebbe essere complice l’attuale calo del Brent.

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