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In calo Mps nel giorno del bilancio, che pure è positivo

Pubblicato: 16 mag 2006 da Ferry Boat

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Lascia sul terreno quasi il 2,3% in tarda mattinata Mps. La banca senese risente probabilmente della cattiva aria che tira nel comparto bancario in questi ultimi giorni.

Eppur si muove ci verrebbe da aggiungere: il gruppo bancario guidato dal neo presidente Giuseppe Mussari ha infatti registrato dei dati positivi a inizio 2006 con ricavi cresciuti del 12,8% su base annua, un calo del cost/incombe al 56,7% (nonostante l’aopertura di 117 filiali nell’ultimo anno) e un utile netto a quasi 278 milioni di euro in crescita del 70,1% rispetto al primo trimestre del 2005.

Il Tier 1 è migliorato dello 0,22% portandosi a quota 6,73%; il margine di solvibilità è al 9,2% contro il 9,16%. La banca di Rocca Salimbeni ha però ancora molti nodi da sciogliere soprattutto per quanto riguarda la sua contendibilità e i suoi rapporti azionari con gran parte della finanza ben al di qua delle Alpi.

Sicuramente i rapporti di potere, soprattutto politico, all’interno del Cda non fanno parlare troppo di sé dall’elezione di Mussari in poi. Bisogna comunque ricordare che la banca senese avrà sicuramente un ruolo fondamentale nelle prossime mosse del risiko bancario, non solo per le sue partecipazioni dirette e rilevanti nella Banca Popolare di Spoleto (25.93%) e nella Cassa di Risparmio di Firenze (41,1%); ma soprattutto per i suoi legami, tramite Finsoe, con l’universo Unipol che non ci sembra abbia rinunciato alle sue avventure bancarie.

Forse però per avere qualche novità in tal senso bisognerà aspettare il prossimo piano industriale previsto per la metà di luglio, secondo quanto dichiarato dal direttore generale dell’istituto senese, Emilio Tonini. A metà estate verranno infatti chiarite le posizioni finanziarie strategiche e verrà anche aggiornato il piano delle vendite immobiliari non strumentali che, è notizia di oggi, ammontano a meno di 200 milioni di euro e saranno progressivamente messe sul mercato.

Intanto fra gli azionisti del gruppo Jp Morgan sono scesi sotto il 2%. Si conferma azionista di maggioranza relativa la Fondazione Monte dei Paschi seguita da Francesco Gaetano Caltagirone, Unicoop Firenze e Hopa. Con quest’ultima i senesi sono soci in Snia, ma forse per poco ancora.

Infatti in Snia i bresciani di Hopa hanno partecipazioni per quasi il 17% che hanno venduto a Enerchem fra le proteste del Cda della stessa Snia che sta cercando di ostacolare l’operazione. In tal senso forse Siena e Brescia non sono mai state così lontane.

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