
Avvio di settimana col botto per le Borse europee, in particolare per Milano che ha messo a segno ieri un +4,6% (l’Ftse Mib) sopra i 14mila e 500 punti. Sugli scudi in particolare i titoli bancari che hanno visto tutto il settore brillare - con l’eccezione di Pop Milano e di un paio di banche locali.
I big del credito invece hanno messo a segno rialzi brillanti, dopo mesi di cali continui e di veri e propri crolli che hanno ridotto il valore delle azioni a livelli bassissimi, tanto da far pensare a qualcuno che sia arrivato il momento dei grandi affari. Anche sui blog americani che si occupano di finanza si fa un gran parlare delle prospettive per i titoli bancari e delle opportunità di investimento con l’occhio al 2012, quando tutto il settore del credito dovrebbe riprendersi dalle batoste del 2011.
La situazione per l’Europa è un tantino diversa, perché sull’altra sponda dell’Atlantico si può sempre dire che “gli istituti americani sono più solidi di quelli europei” e le prossime elezioni potrebbero anche mandare al potere un repubblicano, che sarebbe la manna dal cielo per le big della finanza Usa. Qui da noi invece la crisi del debito sovrano è ancora ben lontana da una soluzione e la prospettiva stessa di un’esplosione dell’euro mette sotto pressione i titoli bancari come non mai; e ce li lascerà ancora per un bel po’ di tempo. Che succederebbe se davvero la Grecia dichiarasse default? e se dopo toccasse all’Italia o alla Spagna. Non si salverebbe nessuno e le prime ad andarci di mezzo sarebbero le banche italiane e poi quelle europee.
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