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La tragedia greca del debito: una rovina o un'occasione?

pubblicato da alessandro condina

Il primo novembre 2011 - primo giorno di Mario Draghi alla testa della Bce - rischia di passare alla storia come uno dei momenti peggiori per la finanza mondiale se non come l’inizio del crollo finale per il sistema che abbiamo conosciuto fino ad oggi.

In seguito all’annuncio greco di un referendum popolare sul piano di salvataggio messo in piedi dall’Unione Europea, le Borse continentali - seguite dagli indici di Wall Street - sono crollate (Milano ha ceduto quasi il 7%), gli spread sono decollati (non solo l’Italia, ma anche Spagna e Francia hanno visto volare i rendimenti dei propri bond in confronto a quelli tedeschi) e oltre alla Grecia, anche Italia e Spagna sembrano più vicine che mai alla bancarotta.

Il differenziale fra i Buoni del tesoro decennali e gli analoghi titoli tedeschi, i Bund, ha superato i 450 punti: un nuovo recordo che porta i rendimenti dei Btp sopra il 6%. L’assedio alle obbligazioni targate Italia nasce dalla crisi di fiducia dei mercati: il referendum gredo mette a rischio l’accordo europeo per il salvataggio, ma anche se nel voto popolare prevalesse il sì, l’accordo stesso prevede un taglio del 50% sul valore del debito greco in mano ai privati. Se non è un default questo!

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Btp e azioni: no al panico, meglio acquistare che vendere

pubblicato da alessandro condina


Ieri la Borsa italiana ha tirato un sospiro di sollievo, subito dopo l’asta dei Bot che hanno visto sì crescere i rendimenti (il 4% a due anni), ma al tempo stesso sono stati collocati senza probemi. Dopo questa prova di fiducia da parte dei mercati nella solidità dell’Italia, anche lo spread fra Bund - i titoli del Tesoro tedesco - e i Btp si è ridotto rispetto ai 347 punti base toccati ieri mattina, anche se rimane molto elevato a 290 punti.

Alcune voci parlano di acquisti concertati della Banca centrale europea e della Bank of China, per sostenere i titoli italiani; si potrebbe anche dire che con rendimenti decennali del 5%, forse un buono del tesoro italiano diventa un’ottima opportunità, finché comunque le prospettive di un default dell’Italia restano comunque remote.

Non significa ovviamente che la tempesta sia passata e che le tensioni sui mercati finanziari siano finite. Quello di ieri è stato più che altro un rimbalzo tecnico, che ha fatto risalire anche i titoli bancari rispetto ai minimi da saldo che avevano toccato lunedì. E anche i dubbi sui conti pubblici italiani e sull’efficacia della manovra correttiva predisposta dal governo non sono stati dissipati.

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