
Il mercoledì nero di ieri, 10 agosto 2011, ha dato un ulteriore scossone ai listini finanziari di tutto il mondo e anche se oggi la tendenza rialzista si dovesse confermare saremmo ben lontani da un recupero. I timori - in buona parte ingiustificati - per un possibile deterioramento della finanza pubblica francese, e quindi per un conseguente downgrade, hanno fatto crollare gli indici e hanno penalizzato in particolare i titoli bancari da entrambe le parti delle Alpi.
Grandi istituti di credito francesi come SocGen, Bnp Paribas e Crédit Agricole hanno registrato perdite comprese fra il 15 e il 20 per cento: per tentare di recuperare ci vorrà molto più di una seduta positiva, ammesso e non concesso che oggi si concluda con un segno più.
A Milano i grandi titoli bancari sono crollati a prezzi di saldo: Unicredit -9,3% sotto il valore di un euro per azione, IntesaSanpaolo -13%, Ubi -9%. Anche gli assicurativi hanno lasciato sul terreno buona parte del proprio valore, comprese società solidissime come Axa e Generali.
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