
Tempi bui in vista per gli hedge fund? Fino all’anno scorso sembrava che i fondi speculativi fossero in grado di superare qualsiasi crisi, finanziaria economica valutaria, qualunque cosa accadesse ai mercati nella loro complessità. Persino dopo il crollo spaventoso del 2008 che ha messo in difficoltà e ha costretto a chiudere molti hedge, il business nel suo complesso si è ripresa velocemente e l’anno scorso i capitali investiti hanno raggiunto un massimo storico di 2 trilioni di dollari.
Nel 2011 però si è manifestata in pieno la debolezza degli hedge fund, che in media sono scesi del 5%; quelli specializzati nel settore azionario sono scesi addirittura dell’8%. Anche colossi come il fondo del miliardario John Paulson hanno lasciato sul terreno somme impressionanti, mentre lo S&P 500 metteva a segno un rialzo del 2%. Risultato: molti investitori hanno cambiato cavallo.
Secondo un’analisi condotta da Hedge Barclays e TrimTabs, solo a gennaio gli investitori hanno ritirato dagli hedge fund 15,2 miliardi di dollari, il flusso più alto dalla crisi del credito nel gennaio 2009. Ma se le cose non migliorano c’è il rischio che questo sia solo l’inizio e che la grande fuga porti via dagli hedge buona parte delle risorse con cui esercitano la loro speculazione.
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Un faccione che ispira fiducia e sembra non poter nascondere insidie. Eppure affidandosi a questa faccia - quella di Corey Ribotsky - parecchi investitori americani hanno perso il loro denaro, nonostante avessero avuto rassicurazioni sulla completa restituzione delle somme investite oltre a un significativo guadagno.
Secondo le conclusioni di un’indagine condotta negli ultimi due anni dalla Sec - la Consob americana - Ribotsky non solo mentì ai suoi clienti, ma si appropriò di almeno un milione di dollari, spesi in Rolex, berline e altri beni di lusso. L’accusa per lui è di frode e appropriazione indebita e la Sec ha appena presentato una causa civile alla corte federale di Brooklyn, a New York.
Ribotsky gestiva il fondo NIR Group LLC, che è coinvolto nella causa insieme all’analista Daryl Dworkin, ma almeno a partire dal 2008 nascose ai suoi clienti che la crisi di Borsa stava danneggiando seriamente gli investimenti e presentò documenti falsi per continuare il suo lavoro, nella speranza di recuperare i capitali che aveva perso.
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