
Amazon ha sempre amato sorprendere investitori e analisti e ribaltare le previsioni, specie quando in molti la davano in difficoltà o addirittura già per spacciata o in declino inesorabile. Qualcosa di simile sembra che stia succedendo in questo momento con il Fire, il tablet che dovrebbe fare concorrenza all’iPad di Apple.
Gli ultimi risultati trimestrali hanno superato le previsioni degli analisti, di conseguenze le azioni Amazon hanno messo a segno un bazo in avanti del 15%, accrescendo la capitalizzazione dell’intera impresa di 10 miliardi di dollari. Il merito va soprattutto al Kindle.
A parte le vendite dell’apparecchio in sé - che secondo molti osservatori viene commercializzato al prezzo di costo o addirittura in perdita - la notizia positiva riguarda la vendita di prodotti digitali, che ha ricevuto un importante impulso proprio dalla diffusione del tablet. Non solo libri digitali, ma anche film, videogiochi e musica hanno goduto della spinta propulsiva del Fire.
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Per Amazon il prezzo è quello giusto o è meglio aspettare ancora un po’? La società fondata da Jeff Bezos ha perso terreno negli ultimi sei mesi, scivolando attorno ai 180 dollari: quasi il 20% in meno rispetto a ottobre, proprio mentre il Nasdaq si avviava a toccare nuovi massimi. In mezzo ci sono stati i risultati non entusiasmanti della trimestrale e soprattutto la battaglia con Apple nel settore dei tablet.
Amazon ha deciso di “svendere” il suo Kindle Fire sottocosto per poi recuperare fatturato e margini sui contenuti, una strategia opposta a quella di Apple che invece ha sempre evitato di far perdere valore ai propri prodotti. Diconseguenza - temono molti analisti - Amazon potrebbe bruciarsi col Fire e rimanere scottata da questo scontro che per ora vede prevalere la casa della Mela. Ma adesso, quindi, il titolo Amazon è a livelli giusti e può diventare interessante oppure rimane sopravvalutato?
In Borsa la società vale quasi 83 miliardi, ma nonostante le sue buone potenzialità e i vari settori di attività che funzionano soprattutto nella vendita online, forse nel breve-medio periodo il titolo potrebbe scendere ancora. In questo momento, infatti, il settore retailing non sta vivendo un periodo brillante e la crisi economica non aiuta: per ampliare il giro d’affari la società deve comprimere i margini.
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Con il suo Kindle Fire, ormai sul punto di debuttare concretamente sul mercato (digitale) dell’elettronica, Amazon potrebbe riuscire dove hanno fallito finora Hp, Research in Motion e Samsung: conquistare una parte di quote di mercato nel settore dei tablet, per adesso dominato in modo quasi monopolistico da Apple e dal suo iPad. Ma il prezzo per la società di Jeff Bezos rischia di essere molto alto: ridurre o persino annullare il margine operativo della società nel breve periodo.
Il Kindle Fire - che ha uno schermo di 7 pollici, confrontati ai 9,7 del concorrente - sarà venduto a 199 dollari contro i 499 della versione più economica dell’iPad. Ma ad Amazon ogni Fire costa 210 dollari, mentre la casa della Mela paga 333 dollari, secondo gli analisti, per produrre un iPad: il che significa che per ogni Kindle Fire venduto Amazon dovrà mettere a bilancio una perdita operativa di circa 10 dollari, almeno secondo IHS Inc.
Contando che gli analisti prevedono che soltanto nell’ultimo trimestre Amazon potrebbe vendere anche più d 4 milioni del nuovo tablet, i conti che ne vengono fuori sono da capogiro e farebbero tremare le vene e i polsi a chiunque altro, al posto di Jeff Bezos. Ma la strategia di Amazon è chiara: che riesca davvero, invece, è tutto da dimostrare.
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