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Apple sotto i $ 590: prese di profitto o altro?

pubblicato da alessandro condina


La corsa di Apple verso quota 1000 sembra essersi fermata, anzi la società di Cupertino ha registrato il quinto giorno consecutivo in calo: 50 punti in meno in cinque sedute, cioè il 7,9% del valore lasciato sul terreno. Le azioni della Mela adesso valgono poco più di 580 dollari, dopo essere arrivate sopra quota 630 un paio di settimane fa.

Questo movimento al ribasso è legato solo alle prese di profitto da parte degli speculatori a breve, che hanno messo a segno già un buon guadagno e lo stanno monetizzando? Oppure c’è dietro qualche altro motivo, come il possibile movimento dei fondi di investimento ipotizzato da Kai Petainen?

Negli ultimi tempi qualche analista aveva messo in discussione il verbo rialzista che da un po’ sembra circondare Apple e aveva ipotizzato che il prezzo delle azioni potesse subire qualche aggiustamento. Il 9 aprile per esempio Walter Piecyk di BTIG aveva dagliato il suo rating sul titolo da Buy a Neutral, giustificando la scelta con l’entusiasmo che ha accompagnato la società ultimamente e la necessità di considerare con attenzione ciò che succederà nei prossimi mesi.

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Il destino del BlackBerry colpirà iPhone e Android?

pubblicato da alessandro condina


Guai sempre più grossi per Rim (Research in Motion): la società che ha inventato e produce il BlackBerry archivia un altro trimestre in perdita e vede le sue azioni crollare dai 140 dollari del 2008 ai 14 dollari di venerdì scorso. Com’è possibile un simile tracollo in così poco tempo? E soprattutto, quello che è capitato a Rim rischia di riprodursi nel giro di qualche anno con gli attuali padroni del mercato Smartphone, cioè Apple e Google?

Un risultato negativo da imputare alla funzione imprenditoriale dell’impresa, quella che doveva occuparsi di scoprire e sfruttare nuove opportunità di business e garantire l’esistenza della società nel tempo, attraverso i decenni e magari da un secolo all’altro. In questo caso, però, qualcosa non ha funzionato.

Nel primi anni del 2000, l’azienda eccelleva in tutte e tre le funzioni. In ambito sociale, ha generato migliaia di posti di lavoro e ha fornito risorse per l’economia canadese, e la comunità locale. Nell’area gestionale, eseguiva una strategia di marketing accorto, sviluppando una serie di prodotti BlackBerry rivolti in primis agli utenti aziendali e, infine, a tutti. Nel settore imprenditoriale, ha offerto ai consumatori prodotti innovativi che battono i prodotti tradizionali cellulari. Ma bastano poche scelte sbagliate, nel momento più delicato, per ribaltare i destini di una società, nel bene (come per Apple e Google) e nel male.

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Sugli smartphone, Microsoft saprà uscire dall'angolo?

pubblicato da alessandro condina


Microsoft riuscirà a recuperare un ruolo centrale nel mondo dell’informatica? La società fondata da Bill Gates - che ormai si dedica alla beneficenza insieme alla moglie e ha affidato la sua creatura a Steve Ballmer - sta cercando di recuperare terreno nel settore che adesso sembra più promettente e, di certo, con maggiori spazi di crescita: gli smartphone.

Al di fuori del dominio Apple con il suo iPhone, la battaglia sembra vinta da quell’Android finanziato in primis da Google, mentre anche un nome storico come Rim sembra arrancare, con il BlackBerry che perde terreno rispetto ai concorrenti. E Microsoft che fa? Finora il suo Windows non ha scaldato i cuori, ma il 2012 potrebbe segnare il momento della svolta.

In Borsa Microsoft non è più la regina dei titoli tecnologici, ma le sue azioni veleggiano comunque poco sopra i 30 dollari, dopo un 2011 deludente che aveva visto il titolo scendere anche sotto i 24 dollari. Le prospettive commerciali schiuse dalle nuove alleanze con i produttori di cellulari, però, possono spingere ulteriormente le azioni di Redmond e ridare appeal a una società che comunque è ben gestita e può contare sempre sui software per pc e sulla console per videogiochi Xbox. Senza un aiuto dal ricco settore degli smartphone, però, Microsoft è destinata a un lento, ma inesorabile declino.

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Apple e Microsoft: in 15 anni i destini si sono (quasi) rovesciati

pubblicato da alessandro condina


L’altro giorno leggevo un gustoso articolo, in cui si raccontava di quanto Steve Jobs, nel 1997, sfidò le ire dei suoi manager e soprattutto dei suoi più accaniti sostenitori Mac-users: per salvare l’azienda propose e imponendo un’alleanza strategica con la rivale di sempre Microsoft.

Altro che rivale! Bisognerebbe dire nemico, anzi nemico mortale: i più giovani, forse, non se lo ricordano nemmeno, ma ci furono anni - tutti gli anni Novanta, sostanzialmente - in cui gli utenti Macintosh erano poco più di una setta semiclandestina e il culto della Mela morsicata veniva sì praticato con fideistica convinzione, ma il mercato era sordo al verbo di Cupertino e i pochi Mac in circolazione erano relegati negli studi di grafica o nei dipartimenti universitari di greco antico, come quello che bazzicavo io, dove miracolosamente si poteva usare SuperGreek per scrivere nella lingua di Omero.

La quasi totalità del mercato consumer, come si chiama adesso, invece era appannaggio di Microsoft e del suo Windows, che secondo i tanti detrattori nella sua versione 2.0 somigliava troppo, quanto a interfaccia grafica, al sistema operativo di Apple, il Mac Os; tanto che la società di Cupertino fece causa all’azienda di Bill Gates per violazione di copyright. Per i più accaniti Mac-users Microsoft era l’Impero del Male, l’azienda che aveva copiato le innovazioni semplici e geniali della Mela e, dopo averle involgarite, aveva colonizzato abitazioni private e aziende con i suoi software meno belli e meno veloci.

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Microsoft dovrebbe comprare Nokia?

pubblicato da Carlo Tissi


Google ha comprato Motorola, Microsoft dovrebbe comprare Nokia? Gli analisti sono divisi. L’opportunità di un’operazione, per il momento soltanto ipotetica, che sarebbe “all’inseguimento” del rivale ancora una volta è da valutare, ma l’ipotesi c’è. Basta guardare al comportamento del titolo Nokia (+10%) all’annuncio dell’accordo Google-Motorola, ma Redmond ci guadagnerebbe? Secondo Benedict Evans di Enders Analysis si tratterebbe di una mossa difensiva, ma necessaria.

It would be a defensive play. The only reason Microsoft would buy Nokia would be to stop anyone else from buying it. The only way that Microsoft could guarantee Nokia stays loyal to Windows Phone is to own it.

Catastrofico: l’unico modo per evitare che Nokia abbandoni in un futuro Windows Mobile è comprare l’intera baracca. In realtà Microsoft sta godendo i frutti di un proficuo accordo con il produttore di cellulari finlandese, ma soprattutto non ha alcun bisogno della library di brevetti che Google si è assicurata comprando Motorola. I cellulari Nokia con Windows Mobile garantiscono già oggi un profitto per Microsoft superiore a quello dei tre produttori di PC che acquistano le licenze OEM per Windows come spiegava Matt Bencke, generale manager della divisione Windows Phone, nello scorso aprile:

Nokia ships more phones than the top three PC OEMs all put together. They have supply chain and manufacturing in place in all major geographic regions and they have operator billing worldwide.

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