
Vi ricordate la storia di Netflix? La società americana che noleggia dvd e li spedisce a casa dei clienti via posta aveva annunciato un piano di split aziendale per separare l’attività “storica” dal più recente business di noleggio in streaming. I clienti non avrebbero più potuto servirsi alternativamente dei due servizi con la stessa interfaccia, ma avrebbero dovuto utilizzare due diversi siti internet e addirittura avrebbero pagato bollette separate, una per il noleggio fisico e l’altra per il download a tempo.
L’annuncio non aveva fatto bene al titolo, che anzi in Borsa aveva continuato a perdere terreno: da luglio l’azienda ha bruciato il 60% della propria capitalizzazione sul listino. Alcuni analisti avevano provato a ipotizzare un motivo recondito dietro una decisione così cervellotica e si erano spinti a immaginare un progetto di vendita della divisione online, magari ad Amazon: non si spiegava altrimenti un progetto così improvvisato e sgradito ai clienti e agli investitori.
Invece di creare valore, l’operazione sembrava danneggiare seriamente le prospettive della società, che ha cominciato a ricevere disdette da molti clienti infastiditi per questo cambiamento repentino e peggiorativo. Il malcoltento ha raggiunto livelli così alti che la dirigenza ha deciso di fare marcia indietro e rimangiarsi l’annuncio e il progetto.
Continua a leggere: Retromarce: Netflix cancella il piano di split-up