
Pronti, via: al debutto la nuova Fondiaria-Sai che grazie all’aumento di capitale deciso a maggio potrà rientrare nei parametri di patrimonializzazione stabiliti dall’Isvap. Sfumata l’operazione Groupama, però, il prezzo per ottenere il sostegno di Uncredit, ormai vitale, è stato difficile da accettare, anche simbolicamente, ma inevitabile: ai vertici della società, formalmente come direttore generale ma con amplissime deleghe, è arrivato Piergiorgio Peluso, l’uomo Unicredit incaricato finora di seguire i grandi clienti industriali.
Peluso, che si era ritrovato in Unicredit a seguito della fusione con Capitalia (era stato a capo del Mediocredito centrale) ha ricevuto dal cda di Fondiaria-Sai deleghe molto ampie, che fanno di lui un vero e proprio capo operativo della società, in particolare per quanto riguarda le partecipazioni finanziarie e in generale la finanza: fanno capo a lui amministrazione e bilancio, controllo di gestione e pianificazione strategica, finanza di gruppo, immobiliare, M&A e partecipazioni, risorse umane, organizzazione e procurement.
Un vero e proprio tornado per la famiglia Ligresti, che comunque ha dovuto accettare obtorto collo questa forma di tutela gestita così da vicino, in cambio del sostegno di Unicredit per l’aumento di capitale. Del resto per don Salvatore i per i figli Giulia, Paolo e Jonella (questi ultimi tre nella foto) c’era poco da fare, visti anche i pessimi conti della società e i malumori degli azionisti di minoranza per alcune operazioni finanziarie poco gradite e poco inerenti all’attività principale di Fondiaria-Sai. Ora per la società parte una fase nuova, con maggiore attenzione alle operazioni straordinarie, specie con parti correlate, e l’impegno a tornare all’utile entro il 2012.
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