
C’è ancora spazio per Cesare Geronzi al vertice delle Assicurazioni Generali? Il “grande vecchio” della finanza italiana, che è approdato a Trieste dopo aver lasciato la plancia di comando di Capitalia (già Banca di Roma) ed essere transitato da Mediobanca, sembra sempre più sgradito ai soci industriali del Leone di Trieste, quelli che investono soldi propri e non ne possono più di vedere al vertice delle società quotate uomini che non sono manager puri, ma neppure investono in proprio.
L’ultimo schiaffo di Della Valle è un comunicato con cui l’imprenditore marchigiano, che siede nel cda delle Generali, ha preso le distanze dalle ultime dichiarazioni di Geronzi, che tendeva a minimizzare le divergenze di opinione in seno al consiglio e le critiche degli analisti, liquidandole con un paio di battute.
Il patron delle Tod’s sembra deciso ad arrivare alla resa dei conti con i vecchi “poteri forti” che ancora pretendono di “pesare” le azioni, invece di contarle. Se però questa espressione era stata coniata da Enrico Cuccia, che attraverso Mediobanca aveva creato dal nulla e sostenuto il capitalismo italiano, di certo è molto più dura da accettare ora che il vecchio banchiere non c’è più e al suo posto prova a muoversi, con ben altra eleganza, un uomo come Geronzi.
«Leggo sulla stampa - esordisce Della Valle - dichiarazioni rilasciate da Cesare Geronzi fatte in modo inopportuno e senza nessun senso logico che rimettono sotto i riflettori mediatici ancora una volta le Generali e tirano in ballo anche me. Pertanto sono costretto a rispondere. È molto preoccupante sentire parlare del serio e professionale mondo degli analisti con sarcasmo, definendoli “giovani che hanno il diritto di pensare ciò che pensano”. Ricordo a Geronzi, e come me sono sicuro vorrebbero farlo anche altri consiglieri, che le Generali hanno oltre 300.000 azionisti che sono invece sensibili e rispettosi dell’opinione degli analisti quando devono decidere cosa fare dei propri investimenti, compreso quello in Generali».
Messaggio forte e chiaro, verrebbe da dire a Della Valle, che ormai - a quanto pare - ha deciso di mollare gli ormeggi e attaccare il sistema di potere che ruota attorno ai vecchi “salotti” della finanza italiana, in primis Generali, la stessa Mediobanca ed Rcs; come ha fatto nell’intervista all’Espresso in cui, di fatto, invita Geronzi ad andare in pensione. È difficile dar torto a mr Tod’s quando segnala che alcune di queste società potrebbero essere gestite molto meglio e con maggior profitto per gli azionisti se i manager, che sono tutti di qualità, fossero lasciati tranquilli ad operare secondo le regole del mercato senza interferenze esterne.
Si dà il caso, infatti, che l’intervista di Cesare Geronzi al Financial Times, in cui il presidente del Leone è andato ben al di là del suo ruolo di “chairman” senza deleghe, per delineare strategie future in alcuni casi in conflitto con le linee guida illustrate di recente dal top management. Proprio questo aveva infastidito alcuni analisti che non si erano trattenuti dal segnalare l’incongruità e l’assolutà anomalia di un comportamento del genere.
Cesare Geronzi si farà dunque da parte o sarà ridimensionato dal cda? Intanto pare che anche le partecipazioni azionarie siano state sottratte alla sua iniziativa per passare sotto il controllo dell’amministratore delegato Perissinotto. Poi bisognerà vedere quanto a lungo Geronzi resterà al vertice del Leone. Senza il carisma e la credibilità di Cuccia è difficile che le azioni si possano pesare e non contare. E al momento della conta è probabile che Geronzi rimanga in minoranza.
Ha confermata la fiducia al direttore del Corriere della Sera e ha sottolineato il ruolo del presidente Piergaetano Marchetti nel ruolo di “filtro” tra i soci e la direzione del quotidiano di via Solferino: il Patto di sindacato di Rcs, che si è riunito oggi, sembra essere filato via liscio, ma, al di là dei comunicati ufficiali, è verosimile che ci sia stato almeno un chiarimento tra Cesare Geronzi, presidente di Generali, e Diego Della Valle, fondatore di Tod’s.
Nelle ultime settimane questi due azionisti si erano parlati solo attraverso le interviste. Prima mister Tod’s che ha contestato i “vecchi metodi” e ha lamentato di non poter salire ulteriormente nel capitale del gruppo milanese dei media, in cui ha già investito 200 milioni di euro fino a superare il 5% nella società. Dall’altra pare c’è la vecchia guardia, incarnata in questo momento da Cesare Geronzi, il quale - come presidente di Generali - controlla un pacchetto azionario del 3,8%.
Proprio Geronzi, che dalla vecchia Banca di Roma è riuscito con un paio di capriole a planare su Trieste dopo essere passato da piazzetta Cuccia, aveva risposto a Della Valle, spiegando in un’intervista sul Financial Times che Generali “non prenderà in considerazione proposte piovute dal cielo“, con un riferimento financo sprezzante alle dichiarazioni dell’imprenditore marchigiano.
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