
L’attuale modello economico occidentale sta vivendo uno dei momenti di crisi più tragici della sua storia. Che il modello sia malato è stato da tempo ribadito e assodato, anche da coloro che inizialmente l’hanno sostenuto e ne hanno largamente beneficiato. Eppure l’inversione di tendenza tarda ad arrivare, nonostante uno stato delle cose chiarissimo e l’opinione di autorevoli economisti e manager.
Roger L. Martin preside della Rotman School of Management presso l’Università di Toronto, è uno di questi, e nel suo nuovo libro Fixing the Game utilizza un linguaggio metaforico per dare voce e sostanza ad una considerazione che risale al 1999 ed è stata attribuita a Jack Welch, celebre amministratore delegato della General Electric, un manager in grado di portare la sua azienda da 12 miliardi di dollari di fatturato ad oltre 360.
“Massimizzare il valore delle azioni è l’idea più stupida del mondo“.
Oggi esiste una scollatura tra l’economia reale (per semplificare quella delle fabbriche e degli uffici in cui vengono progettati e realizzati prodotti, le merci e i servizi sono venduti e comprati e alla fine ai ricavi si sottraggono le spese per determinare l’esatta quantità di dollari di profitto realizzati) e il cosiddetto “mercato delle aspettative”, l’economia finanziaria.
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