
In tempi di vacche magre e di piani di austerità i compensi stratosferici dei manager, le retribuzioni da favola e i bonus milionari, specialmente quelli pagati ai dirigenti delle grandi istituzioni finanziarie, sono ancora più stridenti: da un lato migliaia di persone, di semplici dipendenti, perdono il loro lavoro e vengono mandate a casa per esigenze di riduzione dei costi, dall’altro le società - a volte persino quelle salvate grazie all’intervento pubblico - insistono a strapagare i vertici aziendali.
Fa notizia quindi che un amministratore delegato, a capo di uno dei più noti e antichi gruppi bancari, rinunci a un bonus da 2,4 milioni di sterline, cioè 2,9 milioni di euro, cui avrebbe avuto diritto per il 2011: è la decisione sorprendente di Antonio Horta-Osorio, Chief executive officer di Lloyds Banking Group.
Il banchiere portoghese è alla guida del gruppo inglese da marzo dell’anno scorso, ma verso la fine dell’anno ha goduto di un paio di mesi di pausa, a causa di una forma di insonnia legata allo stress da super lavoro; nonostante questa assenza avrebbe avuto diritto al bonus da 2,4 milioni di sterline, oltre al salario da 1,06 milioni, ma al rientro sul posto di lavoro ha comunicato al cda che avrebbe rinunciato all’incentivo.
Continua a leggere: Sorpresa: un banchiere che rinuncia a 2,9 milioni di bonus